La Parola che conta: Lunedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste (rito ambrosiano) 8/6/2020

LETTURA Es 3, 7-12
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».

SALMO Sal 102 (103)

Benedetto il Signore, salvezza del suo popolo.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R

Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele. R

VANGELO Lc 4, 14-16. 22-24
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria».

Le parole di Dio rivolte a Mosè descrivono un orizzonte futuro pieno di speranza e di promessa: sono le parole che spingono il profeta a tornare sui suoi passi, a tornare in Egitto e ad essere porta-parola dell’Altissimo conducendolo poi verso il Signore e la terra promessa.

La potenza dello Spirito spinge Gesù in missione ei suoi passi calcano terre e paesi ad esso conosciuti; anche la gente che lo incontra pare di conoscere questo figlio del falegname: infatti molti rimangono stupiti ma si fermano lì, incapaci di andare oltre il già conosciuto, oltre il pregiudizio. Nemmeno la forza dello Spirito santo è capace di scuotere le menti e i cuori di chi, rinchiuso nelle sue false certezze, non si lascia mettere in discussione.

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