La Parola che conta: Venerdì 6 ottobre 2023 (rito ambrosiano)

Venerdì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria facoltativa di san Bruno, sacerdote

EPISTOLA 1Tm 1, 1-11
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per comando di Dio nostro salvatore e di Cristo Gesù nostra speranza, a Timòteo, vero figlio mio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro. Partendo per la Macedonia, ti raccomandai di rimanere a Èfeso perché tu ordinassi a taluni di non insegnare dottrine diverse e di non aderire a favole e a genealogie interminabili, le quali sono più adatte a vane discussioni che non al disegno di Dio, che si attua nella fede. Lo scopo del comando è però la carità, che nasce da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera. Deviando da questa linea, alcuni si sono perduti in discorsi senza senso, pretendendo di essere dottori della Legge, mentre non capiscono né quello che dicono né ciò di cui sono tanto sicuri. Noi sappiamo che la Legge è buona, purché se ne faccia un uso legittimo, nella convinzione che la Legge non è fatta per il giusto, ma per gli iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrìleghi e i profanatori, per i parricidi e i matricidi, per gli assassini, i fornicatori, i sodomiti, i mercanti di uomini, i bugiardi, gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina, secondo il vangelo della gloria del beato Dio, che mi è stato affidato.

SALMO Sal 93 (94)

Beato l’uomo che tu istruisci, Signore.

Intendete, ignoranti del popolo:
stolti, quando diventerete saggi?
Chi ha formato l’orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l’occhio, forse non vede?
Il Signore conosce i pensieri dell’uomo:
non sono che un soffio. R

Beato l’uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura;
poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità. R

Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.
Si avventano contro la vita del giusto
e condannano il sangue innocente.
Ma il Signore è il mio baluardo,
roccia del mio rifugio è il mio Dio. R

VANGELO Lc 20, 45-47
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

“Lo scopo del comando è però la carità, che nasce da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera”: Paolo istruisce il discepolo Timoteo e anche noi sull’obbiettivo della formazione e del comando. Esso è sempre finalizzato a vivere l’amore, la carità con fonte un cuore purificato dal peccato, dalla tentazione e dal male che si annida in esso; e per purificarlo occorre la buona coscienza, ossia quella guida da parte del Signore che parla a noi e in noi e ci permette di scegliere la strada del giusto; infine tutto è sorretto da una fede giusta, ovvero credere nel Signore Gesù morto e risorto per noi.

Gesù sottolinea come l’apparenza non salvi affatto: è inutile avere un bel contenitore che esternamente è molto dignitoso ma che al suo interno non contiene nulla! Così è la nostra vita: badiamo a ciò che abbiamo in cuore, nella mente e nell’anima perché è da lì che scaturisce una vita fedele.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.